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Bruno Brunacci, figlio di Gilberto

Riceviamo da Bruno Brunacci, romano con origini Cortonesi, notizie sul padre, anch'egli di nome "Bruno", figlio di Gilberto.
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Ringraziamo Bruno per le interessanti informazioni, che alleghiamo subito qui di seguito.
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BRUNACCI BRUNO

figlio di Gilberto e Nella Censini

nato a Roma 12/07/1907-29/01/1987.

Grande appassionato di motori ed automobili, l’epoca era proprio quella delle prime auto disponibili non proprio per i più ricchi, si era arruolato volontario nell’Aviazione per imparare a guidare anche gli aerei prendendo il brevetto di pilota, su tutti gli aerei disponibili.

Aveva fatto parte di diverse squadriglie- -una la “ Usque ad inferos”- girando, per i vari corsi, in tutti gli aeroporti.(vedi libretto ed abilitazioni).

Durante un corso un ufficiale stava illustrando ai piloti che si stavano costruendo e mettendo in prova degli “attrezzi” chiamati paracadute. Lui, a proposito di questa cosa diceva sempre che prima di parlare bisogna pensarci due volte, durante la presentazione infatti aveva sussurrato al collega che gli era vicino, “mi sembra interessante e buono”.

A fine presentazione l’ufficiale aveva chiesto se c’era qualcuno disponibile a fare delle prove e collaudi, era quasi sicuro che tutto andasse bene. Nel silenzio generale il collega che gli era vicino disse, “Lui ha detto che è molto interessante e valido”. Fu subito preso per tre prove di collaudo.

Il padre Gilberto in un suo articolo scrisse, di Bruno figlio unico, “posso anche capire che lui, per avvicinarsi a Dio, salga molto alto in cielo con quelle cose volanti, ma non capisco assolutamente perché arrivato lassù si butti di sotto, con una specie di ombrello!”

Entrò poi a far parte della GIL, nella quale aveva avuto una carica organizzativa, ed aveva avuto l’occasione di conoscere Francesco Maria Barracu, con il quale aveva avuto rapporti cordiali, parlato e si era incontrato spesso.

Allo scoppio della guerra la Medaglia D’Oro al Valor Militare Cap. Barracu, fascista ben noto della prima ora, aveva avuto l’incarico di fare dei controlli sulle forze armate, sui militari destinati ai campi di battaglia, per vederne le condizioni, gli armamenti e attrezzature.

Per questo incarico il Cap. Barracu organizzò una ridottissima squadra, invitandolo a farne parte.

Questa squadra durante l’intera guerra fece sopralluoghi sui vari teatri di battaglia, nel Dodecaneso, Corfu, Cefalonia, tutta l’Africa settentrionale, avanti ed indietro, appresso alle truppe che avanzavano e durante le ritirate.

Per suo carattere il Cap. Barracu era lui che doveva essere l’ultimo ad andare via, tutto ciò fino alla fine a Sfax in Tunisia dalla quale rientrarono in Italia in nave trasporto.

Quando fu costituita la RSI il Cap. Barracu fu nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed il Ministero fu installato in una palazzina a Bogliaco, sul lago di Garda, vicinissima a Gargnano dove aveva la residenza, a Villa Feltrinelli, il Capo del Governo.

Il Cap. Barracu volle, ancora una volta Brunacci con se, e lui quindi con tutta la famiglia si trasferì a Bogliaco.

La guerra fini come tutti sanno, Barracu a Piazzale Loreto.

A Brescia, dove Bruno lavorava, la passione per le auto e moto era rimasta e quindi continuava ad andare in motocicletta, a frequentare motociclisti ed automobilisti, veri corridori, aveva anche fatto amicizia con Renzo Castagneto, che era il patron della corsa Mille Miglia.

Ha partecipato alla corsa per tre volte ed è riuscito ad avere l’iscrizione al Club Mille Miglia, iscrizione riservata non ai partecipanti ma solo a quelli che erano riusciti a concludere la gara entro il tempo massimo previsto per la categoria dell’auto con la quale avevano partecipato.
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di Bruno Brunacci e foto del padre Gilberto, a sua volta nipote di Gaetano.
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