UN'ALTRA TRACCIA SU ANDREA CONSALVI
 

Sappiamo molto su Andrea Consalvi, il fratello del Cardinale, ma ogni tanto si trovano delle tracce su di lui molto interessanti.
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Ad esempio, lo trovo in un libro, come socio di un Comitato promotore del libro stesso, insieme a tutta la Nobiltà di quel periodo, ma, cosa strana, tra i soci mancava il più famoso fratello.
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Il libro in questione è:
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OPERE
DI FRANCESCO ALBERGATI CAPACELLI
TOMO PRIMO
Tolle Siparium: sufficit mihi unus Plato pro cuncto populo
IN VENEZIA 1783
Nella Stamperia di Carlo Palese a spese dell'Autore
con pubblica approvazione
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Troviamo Andrea nel CATALOGO DE' SIG. ASSOCIATI FORASTIERI:
Consalvi Nob. Sig. March. Andrea
(Consalvi Nobile Signor Marchese Andrea)
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Non ho mai sentito parlare di Francesco Albergati Capacelli,
per cui inserisco qui di seguito quanto ho trovato su wikipedia:
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Francesco Albergati Capacelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 

« Chi non conosce il mondo, chi non condusse vita socievole, chi non bene osservò i vari sintomi delle passioni, dei difetti, dei vizî esser potrebbe un eccellente scrittore di tutt'altro che di commedie. Manca tutto ad uno scrittor di commedie se non ha passati in rivista molti originali, molti e molti avvenimenti, moltissime combinazioni. Ma dall'altro canto se poi l'autor di commedie ha molto veduto, osservato, sperimentato, dovrà soffrire in se medesimo un freno gagliardo, un ritegno a scrivere liberamente. Temerà sempre che dai leggitori e dagli spettatori si facciano nelle vicende ch'ei loro espone allusioni, applicazioni, imputazioni mordaci a tale o tal altro soggetto, e avrà l'angustia nell'animo di promovere la derisione e il motteggio contro d'alcuno. »

(Francesco Albergati Capacelli, Dalla prefazione a Le convulsioni)

Francesco Albergati Capacelli (Bologna, 1728Zola Predosa, 1804) è stato uno scrittore, politico e commediografo italiano.

Marchese bolognese ebbe un ruolo importante nelle istituzioni della sua città ma la sua passione era l’arte drammatica cui dedicò il suo tempo e il suo patrimonio. Sia nella sua tenuta di campagna a Zola Predosa [1] sia nella sua residenza bolognese fece erigere dei teatri nei quali inscenava con amici delle rappresentazioni teatrali per le quali scriveva anche i testi che divennero nel tempo conosciuti e apprezzati. Amico di Alfieri e corrispondente di Voltaire. Con Carlo Goldoni intessé un fitto epistolario interessante per conoscere lo stato del teatro italiano della seconda metà del Settecento [2].

La sua vita privata fu piuttosto burrascosa. Si sposò tre volte. Fu accusato di avere ucciso la seconda moglie (Anna Grassi, contessa di Morcone) in un impeto di gelosia e nel 1785 dovette fuggire da Zola Predosa, vi fece ritorno dopo parecchi anni durante i quali soggiornò in diverse città.
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Il libro è stato pubblicato nel 1783 e due anni dopo il Capacelli fu accusato di aver ucciso la seconda moglie.
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