Dedicato a Toscanella
 
DEDICATO A TOSCANELLA
INCANTEVOLE CITTA’ VITERBESE
Toscanella, fu il nome imposto da Roma alla città di Tuscania con l’intento di umiliarla, quando nel XIV secolo la città venne definitivamente assoggettata dall'allora Pontefice Bonifacio VIII.
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Questo è quanto si legge su alcuni siti creati su internet. Marco Quarantotti, invece, ci informa che si tratta solo di leggenda e precisa che: “Il nome TOSCANELLA non poteva essere sorto né in riferimento al vasto centro abitato, né al territorio, né in senso dispregiativo. Un fatto è certo: i documenti locali recano sempre il nome TUSCANA; son quelli scritti fuori (Orvieto, Roma), che, talvolta, chiamano la città con il nome di TOSCANELLA. Noi pensiamo che ciò venisse fatto semplicemente per timore di non essere capiti e di creare confusione tra la Regione TOSCANA e la Città TUSCANA. Successivamente il nome TOSCANELLA prese il sopravvento (A TUSCANIA DAGLI INIZI DEL SEC.XV)”.
L'antico nome di “Tuscania” fu in seguito ripristinato per Regio Decreto il 12 Settembre 1911, ma, nel periodo trattato in questo libro, cioè dal 1757 al 1824, ancora si chiamava Toscanella.
Non me ne vogliano i Tuscanesi per aver usato nella dedica il nome di “Toscanella”. Ciò vuole essere da parte mia soprattutto un atto di affetto per questa simpatica città.
Il Personaggio di cui parla il prof. Gellio Cassi, nelle sue due citazioni da me riportate all’inizio, è il mio antenato Ercole Brunacci Consalvi, futuro Cardinale e Segretario di Stato di Pio VII, le cui due sue famiglie di appartenenza, quella di sangue, i Brunacci, e quella adottiva, i Consalvi, erano originarie di questa cittadina. Anche Marco Quarantotti può vantare parentela con il Cardinale, grazie a Sista Brunacci sua antenata.
Non sarà difficile dimostrare quanto rimasero sempre legati al loro luogo di origine il Cardinale, il padre Giuseppe ed i nonni Gregorio e Maria Angela Perti.
Molto importante, a dimostrazione di ciò, è la dichiarazione che lo stesso Cardinale inserisce come prefazione nelle sue “Memorie”, scritte mentre era prigioniero in Francia. Si tratta di una orgogliosa dichiarazione di amore verso la città dei suoi avi: “Il mio avo, il Marchese Gregorio Brunacci Consalvi, non era romano, ma della città di Toscanella”.
Il legame con le sue origini rimase indissolubile fino alla sua morte, grazie ai possedimenti tuscanesi da cui egli non si volle mai alienare.
In un periodo in cui “essere romano” era ancora un merito ed una qualità, egli affermava con orgoglio ed in modo inequivocabile, che la sua famiglia “non era romana”, ma viterbese, ed esattamente di Toscanella.
Più avanti vedremo che anche una sua nipote romana, quella Lucia Brunacci diventata famosa come modella di un altrettanto famoso pittore tedesco, Anselm Feuerbach, ci terrà, in una intervista, a precisare le origini tuscanesi della sua famiglia. Ma non solo. Anche altri rami della stessa famiglia, sparsi in altre regioni come nelle Marche, tramandarono memoriali nei quali ribadivano la loro appartenenza alla famiglia Brunacci di Toscanella.
Maurizio Brunacci
 





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