[11 Febbraio 2020] Nel DNA dei Brunacci toscani
Nel DNA dei Brunacci toscani
e loro discendenti

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Tempo fa ci scrisse la signora Ana Castelhano, sposata con un Brunacci brasiliano, con antenati di Matelica (Marche),
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Ci raccontava che il marito aveva fatto analizzare il suo DNA, scoprendo che aveva qualcosa in comune con popoli che abitavano nell'attuale Turchia.
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Risposi che, essendo stati i Brunacci commercianti, sicuramente erano entrati in contatto con altri popoli e, sicuramente si erano sposati con donne locali.
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La signora Ana Castelhano, però, continuando le sue ricerche, ha fatto una importantissima scoperta, che ci ha subito comunicata.
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Essendo i Brunacci di origine toscana, ed avendo i toscani origini etrusche, ed essendo gli Etruschi un popolo proveniente dalla Lidia, come scrisse Erodoto, ecco risolto il mistero!
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Allego qui di seguito i due articoli, che ci ha inviato la signora Ana, di cui la ringraziamo.
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TECNOLOGIA & SCIENZA
Lo proverebbe uno studio di un genetista italiano dell'università di Torino
i campioni degli individui di Murlo e Volterra molto simile a quello dei turchi

Gli Etruschi arrivano dalla Turchia
il mistero svelato dal Dna dei toscani

Confermata la tesi di Erodoto secondo il quale l'antico popolo
proveniva dalla Lidia, da cui era fuggito a causa di una carestia

ROMA - Aveva ragione Erodoto. Gli Etruschi arrivano dall'Anatolia, la regione meridionale della Turchia. A svelarlo è il Dna. L'enigma sulle origini di questo popolo, che visse nel cuore dell'Italia, la cui soluzione è stata inseguita fino a oggi, vanamente, da archeologi, storici e linguisti di tutto il mondo, è ora vicina. Grazie alla genetica. La scoperta è contenuta in uno studio di Alberto Piazza, genetista dell'Università di Torino, presentato alla conferenza annuale della Società europea di genetica umana in corso a Nizza.

Piazza è andato a cercare la chiave del mistero degli Etruschi, popolo dalla cultura più evoluta rispetto ad altre etnie italiane, proprio dove stanno scritti i segreti più remoti della vita: nel Dna. L'equipe del genetista ha analizzato il campione di molecole del codice genetico degli abitanti che vivono da almeno tre generazioni nei centri di Murlo e Volterra, due tra i più importanti siti archeologici etruschi, e a Casentino, dove la cultura etrusca è stata ben conservata.

L'equipe di studiosi ha messo a confronto i dati raccolti con quelli di persone di altre aree geografiche, in particolare del Nord Italia, della Sicilia, della Sardegna, della Turchia e dell'isola di Lemnos in Grecia. Ebbene, proprio il Dna degli abitanti di quell'area della Toscana è quello che più di tutti somiglia a quello dei turchi.
 

"Abbiamo trovato - spiega Piazza - che il Dna degli individui di Murlo e Volterra è molto più simile a quello dei turchi. In particolare una precisa variante genetica è stata trovata nel campione di Murlo e solo nelle persone provenienti dalla Turchia".

I risultati quindi sarebbero congruenti con la versione data dallo storico greco Erodoto nelle sue Storie, in cui narra che il popolo etrusco emigrò dall'antica regione della Lidia, ora parte meridionale della Turchia, spinto dagli stenti di una lunga carestia. La metà della popolazione, sostiene Erodoto, salpò da Smirne inviata dal sovrano per cercare di trovare migliori condizioni di vita.

La spiegazione dello storiografo greco venne molto contrastata dagli storici successivi. Esiste, infatti, una seconda tesi sull'origine degli Etruschi, secondo la quale quel popolo avrebbe origini del tutto autoctone. Infine, un terzo filone storiografico fornisce una spiegazione in base alla quale gli Etruschi sarebbero originari del Nord Europa.

"Penso che la nostra ricerca - sottolinea Piazza - offra prove convincenti che la ragione è dalla parte di Erodoto, e che gli Etruschi arrivano dalla antica Lidia." Il professore ha anche annunciato ulteriori verifiche ai risultati ottenuti fino a oggi. "Ad ogni modo, per avere la completa certezza di quanto abbiamo trovato, analizzeremo il Dna di abitanti di altri centri toscani e valuteremo se c'è una continuità genetica tra gli antichi Etruschi e i toscani dei nostri tempi".

(16 giugno 2007)
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La ricerca: il dna dei toscani è simile a quello dei turchi

Secondo il genetista Alberto Piazza lo dimostrano 500mila analisi. E i mediatori sarebbero gli etruschi

di MARIA CRISTINA CARRATU'
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13 agosto 2015
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La mitologia della purezza etnica, anticamera della xenofobia, è, come le cronache mostrano, un tema più che attuale. Nonostante le continue smentite da parte della scienza, ultima quella che il genetista Alberto Piazza, docente all'Università di Torino e presidente della Human genetics foundation, ha annunciato al Festival "Bluetrusco" di Murlo, paese della provincia di Siena da tempo indiziato di dover giocare un ruolo cruciale nel futuro delle scoperte sul dna dei popoli dell'Italia centrale. Le più recenti analisi genetiche basate su centinaia di migliaia di "marcatori" (sequenze analizzabili di dna) mostrano che, a differenza di quello degli abitanti di altre regioni italiane, almeno il 30% del codice genetico dei toscani è molto simile a quello delle popolazioni della penisola anatolica, l'odierna Turchia. E Piazza ne è convinto: "Se si isolasse il solo dna degli abitanti di Murlo, si scoprirebbe una percentuale "turca" di almeno il 35-40%". Molto alta, "tenuto conto delle confluenze genetiche fra i diversi popoli che avvengono lungo i secoli", e che tuttavia ogni tanto risparmiano qualche gruppo rimasto per vari motivi relativamente al riparo da contatti esterni. Come gli abitanti di Murlo, appunto, che per la sua collocazione geografica, isolata ma anche vicina a una grande via consolare, ha mantenuto più di altri luoghi i connotati genetici impressi ai suoi abitanti da una "intrusione" molto antica. Ovvero, la migrazione di una popolazione proveniente dal bacino dal Mediterraneo orientale, forse messa in movimento da una carestia, e che, a conferma di una tesi risalente allo storico Erodoto, è stata una delle componenti etniche alla base della formazione della civiltà etrusca.

Le nuove strumentazioni consentono anche di datare il momento della ibridazione fra popolazione locale e nuovi arrivati, e di collocarlo proprio nell'arco temporale corrispondente a questo spostamento, fra le 80 e le 120 generazioni fa. Nelle vene degli odierni toscani doc, insomma, e in particolare di alcuni toscani vissuti relativamente al riparo da contaminazioni genetiche, potrebbe scorrere tuttora da un terzo a poco meno della metà di sangue simile a quello dei turchi di oggi. E i mediatori di questo fenomeno genetico sarebbero gli Etruschi. Dire, insomma, che i Toscani sono i discendenti diretti del più misterioso dei popoli mediterranei, implica che per datare le loro origini si debba risalire molto più indietro, nel tempo e nello spazio, di quanto si immaginasse. Si riapre, così, un filone di indagine che Piazza aveva aperto una ventina di anni fa, con i primi prelievi di sangue fatti non a caso proprio ai murlesi, e che, dice il genetista, "nonostante la scarsità, allora, di marcatori genetici, aveva già messo in evidenza un profilo genetico simile a quello degli odierni abitanti della Turchia", tanto da far pensare "che Erodoto avesse ragione a parlare di intrusione esterna per l'origine degli Etruschi". Il mito della loro origine autoctona sarebbe stato creato invece nel I secolo a. C. dalle aristocrazie etrusche per contrastare l'avanzata di Roma. I risultati dell'analisi sul sangue murlese, però, non trovarono, allora, conferme in quelli ottenuti dall'esame delle ossa fossili di etruschi "a meno di non risalire a un'epoca tanto antica da far pensare all'ormai nota discendenza dal Medio oriente di quasi tutti i popoli". Le ricerche
furono perciò sospese, finché, lo scorso settembre, uno studio ad ampio raggio sui toscani condotto da un pool internazionale con ben 540 mila nuovi marcatori genetici, ha convalidato quella che vent'anni fa era solo un'ipotesi. Adesso, dice Piazza, «le indagini sui murlesi possono riaprirsi», e «c'è da scommettere che si scoprirà nelle loro vene più sangue turco di quanto non si potesse immaginare».
 





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