Nel 1665 Gaudenzio Brunacci pubblica la vita di S. Gaudenzio

Giancarlo Barchiesi ci invia notizie su un'altro libro scritto nel 1665 da Gaudenzio Brunacci.
Si tratta della "Vita di Santo Gaudenzio martire Vescovo da Rimini" dedicata alla "Reale Maestà di Leonora Gonzaga Imperatrice".

CRONOLOGIA DI SAN GAUDENZIO

*14  ottobre 360 - La notte del 14 ottobre del 360, sotto le mura di Rimini il Vescovo Gaudenzio viene assassinato dai soldati di Marciano. Il corpo è gettato nelle acque della vicina palude.
*430 - Settant'anni dopo, l'iniquo fatto, si rinvenne il corpo di San Gaudenzio. La leggenda vuole che la cieca Abortina, ispirata in sogno e mossa alla ricerca del santo, riacquistò il dono della vista.
*590 - Il Vescovo Sigismondo a Senigallia racchiude in  un  arca marmorea il corpo di San Gaudenzio, ad eccezione della nuca, portato miracolosamente a Senigallia.
*688/705 - Da un documento databile tra il 688/705 si apprende che una delle porte di Rimini che conduceva al tempio in cui riposavano i resti del Santo era già detta "porta San Gaudenzio".
*6  maggio 996 - Prima menzione del monastero di San Gaudenzio a Rimini.
*Fine del X inizio del XI secolo. La Primitiva Cattedrale di Rimini sorgeva fuori della porta Romana tra la via Flaminia e il mare; intorno al Mille troviamo "ecclesia beati Gaudentii.. episcopi ariminensis patriae...in qua...sub ipsa ara beatissimus corpus quiescit".
*Sec. XV - La Chiesa di Rimini elegge San Gaudenzio Patrono della Città. In questa circostanza vennero coniate monete con l'effige del Santo.
*Anteriore al 1421 - Prima del 1421 un componente di Casa Bergamini (Nobile Famiglia Bodiese) raccoglie le reliquie del Santo Vescovo e gli dà degna sepoltura presso la chiesa di San Francesco di Montalboddo.
*1421 - Il Comune di Montalboddo autorizza il proprio Camerario a pagare alcune spese. Tra queste venti bolognini al guardiano di San Francesco, per il palio che si dà in occasione della festa di San Gaudenzio. A Nicola di Giovanni, venditore di spezie.
*1442 - Il  monaco Celestino di Rimini conferma la presenza del Corpo di San Gaudenzio presso la propria Chiesa. "Un’arca di marmo romano, in qua est preciosissimus corpus Santi Gaudenti gloriosi Martyris et Episcopi Ariminensis."
*1520 - Una tradizione consolidatasi nel secolo XVII vuole che nel 1520 il Corpo di San Gaudenzio sia giunto in Montalboddo. L'autore è un componente di Casa Bergamini che,
mosso a pietà, "ruba" questo santo corpo, che si trovava abbandonato presso Senigallia nell'omonima chiesetta.
*1702 - Il  Cardinale Gasparo Carpineo dona a Don Giuseppe del Mastro di Garaguso (Basilicata) l'osso sacro crurale.
*1794 - Il Vescovo di Tricarico (Basilicata) Fortunato Pinto dona alla chiesa di Garaguso il braccio di San Gaudenzio.
*1870 - San Gaudenzio di Rimini è eletto Patrono di Garaguso.
*Pio IX - Pio IX il Papa di Senigallia dona alla Chiesa di Rimini un bel Semibusto d'argento ove si conserva anche oggi il  Cranio del Santo.

Giancarlo Barchiesi invia le stesse notizie anche ad Alberto Fiorani di Ostra Vetere.
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Giancarlo Barchiesi: Ecco uno dei libri scritti dal montenovese illustre Gaudenzio Brunacci
Sabato 12 Dicembre 2009 16:05
Il libro sulla vita di San Gaudenzio di Gaudenzio Brunacci del 1655Dal nostro lettore Giancarlo Barchiesi di Ostra riceviamo la seguente notizia relativa ad uno dei libri scritti dal montenovese illustre Gaudenzio Brunacci. Si tratta della "Vita di Santo Gaudentio martire vescovo da Rimini", stampato a Venezio nel 1655 dal tipografo Francesco Valvasense e dedicato all'imperatrice Eleonora Gonzaga. CRONOLOGIA DI SAN GAUDENZIO *14 ottobre 360 - La notte del 14 ottobre del 360, sotto le mura di Rimini il Vescovo Gaudenzio viene assassinato dai soldati di Marciano. Il corpo è gettato nelle acque della vicina palude. *430 - Settant'anni dopo, l'iniquo fatto, si rinvenne il corpo di San Gaudenzio. La leggenda vuole che la cieca Abortina, ispirata in sogno e mossa alla ricerca del santo, riacquistò il dono della vista. *590 - Il Vescovo Sigismondo a Senigallia racchiude in un arca marmorea il corpo di San Gaudenzio, ad eccezione della nuca, portato miracolosamente a Senigallia. *688/705 - Da un documento databile tra il 688/705 si apprende che una delle porte di Rimini che conduceva al tempio in cui riposavano i resti del Santo era già detta "porta San Gaudenzio". *6 maggio 996 - Prima menzione del monastero di San Gaudenzio a Rimini. *Fine del X inizio del XI secolo. La Primitiva Cattedrale di Rimini sorgeva fuori della porta Romana tra la via Flaminia e il mare; intorno al Mille troviamo "ecclesia beati Gaudentii.. episcopi ariminensis patriae...in qua...sub ipsa ara beatissimus corpus quiescit". *Sec. XV - La Chiesa di Rimini elegge San Gaudenzio Patrono della Città. In questa circostanza vennero coniate monete con l'effige del Santo. *Anteriore al 1421 - Prima del 1421 un componente di Casa Bergamini (Nobile Famiglia Bodiese) raccoglie le reliquie del Santo Vescovo e gli dà degna sepoltura presso la chiesa di San Francesco di Montalboddo. *1421 - Il Comune di Montalboddo autorizza il proprio Camerario a pagare alcune spese. Tra queste venti bolognini al guardiano di San Francesco, per il palio che si dà in occasione della festa di San Gaudenzio. A Nicola di Giovanni, venditore di spezie. *1442 - Il monaco Celestino di Rimini conferma la presenza del Corpo di San Gaudenzio presso la propria Chiesa. "Un'arca di marmo romano, in qua est preciosissimus corpus Santi Gaudenti gloriosi Martyris et Episcopi Ariminensis." *1520 - Una tradizione consolidatasi nel secolo XVII vuole che nel 1520 il Corpo di San Gaudenzio sia giunto in Montalboddo. L'autore è un componente di Casa Bergamini che, mosso a pietà, "ruba" questo santo corpo, che si trovava abbandonato presso Senigallia nell'omonima chiesetta. *1702 - Il Cardinale Gasparo Carpineo dona a Don Giuseppe del Mastro di Garaguso (Basilicata) l'osso sacro crurale. *1794 - Il Vescovo di Tricarico (Basilicata) Fortunato Pinto dona alla chiesa di Garaguso il braccio di San Gaudenzio. *1870 - San Gaudenzio di Rimini è eletto Patrono di Garaguso. *Pio IX - Pio IX il Papa di Senigallia dona alla Chiesa di Rimini un bel Semibusto d'argento ove si conserva anche oggi il Cranio del Santo.
Giancarlo Barchiesi

 






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