1074 - INCASTELLAMENTO DI MENTANA E MONTEROTONDO
INCASTELLAMENTO E NASCITA DI MONTEROTONDO
SU TERRITORIO NOMENTANO
​1074
LE ORIGINI di MONTEROTONDO NON SONO ERETINE, bensì NOMENTANE.
Questo FU STABILITO DEFINITIVAMENTE in un Convegno promosso anni fa dal Comune di Monterotondo e dalla Direttrice della Biblioteca di Monterotondo, in cui parlarono vari Professori, tra cui il prof. Lorenzo Quilici, la prof.ssa Stefania Quilici Gigli e la prof.ssa Santoro.
Purtroppo, o naturalmente, nè il Comune di Monterotondo né i giornali locali, a parte Tiburno, pubblicizzarono le conclusioni di questo Convegno.
STORIA DI MONTEROTONDO
Nel 1074, in un documento di Papa Gregorio VII, il Borgo di Monterotondo era Feudo dei Monaci di San Paolo a Roma. La costruzione della Rocca dovrebbe essere stata iniziata proprio durante questo periodo.
Il Feudo rimase di proprietà dei Monaci di San Paolo fino al 1203.
Nel 1286 si menziona Matteo Orsini come proprietario della Rocca.
ORSINI (Rosa rossa, anguilla su azzurro, bandato d’argento e di rosso)
GENEALOGIA DEGLI ORSINI fino agli Orsini di Monterotondo
La leggenda tramanda che il Capostipide degli Orsini fu forse un certo Bobone padre di Pietro.
Giacinto dei Boboni (1110-1198), figlio di Pietro, divenne Celestino III.
La futura Famiglia Orsini iniziò con il doppio cognome Orsini-Boboni.
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http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letterao/Orsini/orsini.htm
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Con Giovanni (? – 1232), noto come Gian Gaetano, Signore di Vicovaro, Licenza, Roccagiovine e Nettuno, si perse il cognome BOBONI.
Gian Gaetano ebbe due figli: Napoleone Orsini (vivente tra il 1244 ed il 1262) e Matteo Rosso Orsini (1178-13.10.1246), detto il Grande.
Matteo Rosso fu Senatore di Roma ed ebbe tra i suoi Feudi anche Monterotondo.
Matteo Rosso ebbe una decina di figli, tra i quali divise i suoi feudi.
Al terzogenito di Matteo Rosso il Grande, Rinaldo Orsini, toccò la signoria di Monterotondo.
Da Rinaldo Orsini, fratello di Papa Nicolò III, discendono Orso Orsini e gli Orsini di Monterotondo.
Tra il 1300 ed il 1400, Giordano ed Orso Orsini cinsero il Borgo di Monterotondo e la Rocca con mura.
Alla metà del 1400 i possedimenti vennero divisi tra Giacomo (morto nel 1482) e Lorenzo Orsini (morto nel 1452), figli di Orso.
SCONTRO ARMATO tra gli Orsini di MENTANA e gli Orsini di MONTEROTONDO
L’8 ottobre 1407 i Capocci di Mentana vendettero il Castel Nomentano a Giacomo Orsini, Conte di Tagliacozzo.
 
L’anno dopo, nel 1408, Orso Orsini, Signore di Monterotondo (che parteggiava per il Re di Napoli, Ladislao (1377-1414) mentre Giacomo Orsini sposava la causa del Papa), occupò il Castello di Mentana.
Andò così a finire che Giacomo Orsini di Lamentana, non riuscendo a contrastare l'Orso con le armi, si rivolse al Tribunale Capitolino, il quale gli diede ragione (30.4.1426), ma, cosa strana, lo fece quando il Signore di Monterotondo era già morto in battaglia da ben 9 mesi (27.7.1425).
Una figlia di Giacomo Orsini di Monterotondo, Clarice (1453-30.7.1488), divenne nel 1468 moglie di Lorenzo il Magnifico.
 
Nel 1485 Monterotondo è incendiata dagli stessi Orsini ed occupata dai soldati del Papa, ma l’anno seguente è rioccupata dal Duca di Calabria, da Arrigo e da Francesco Orsini.
 
All’inizio del 1500, il Cardinale Franciotto Orsini fa delle modifiche al Castello.
Nella Famiglia Orsini famosissimo fu il Capitano di Ventura Camillo Orsini (1493-1559) di Lamentana.
Del 1579 è il primo Statuto, oggi conosciuto a Monterotondo, firmato da Francesco e Raimondo Orsini.
Nel 1648 Alessandro Maria Orsini di Amatrice, ma figlio del 4° Marchese di Lamentana fu arrestato a Monterotondo, dove cercava di nascondersi vestito da frate, per aver fatto uccidere Anna Caffarelli, sua moglie, ma parente del Papa. Fu processato e condannato a 40 anni di prigione.
Nel 1641 gli Orsini vendettero Monterotondo a Carlo Barberini.
Don Carlo Barberini (Firenze 28-5-1562 - Bologna 26-2-1630), mercante in Ancona, Tesoriere delle Marche, amministratore ed agente del fratello Maffeo, Generale di Santa Romana Chiesa dal 1623, Nobile Romano; compra il feudo di Monterotondo l’8-1-1626 (la transazione fu resa esecutiva il 15-5-1641 alla fine della causa per il possesso che avevano gli Orsini su tale feudo), creato 1° Duca di Monterotondo il 27-4-1627, Patrizio Genovese dal 1624, compra Corese con Monte Flavio e Monte Maggiore dagli Orsini; Conservatore di Roma nel 1609, sposa nel1594 Costanza, figlia del Senatore Vincenzo Magalotti, Patrizio di Firenze, e di Clarice Capponi, Patrizia di Firenze.
 
BARBERINI (Tre Api d’Oro in campo azzurro)
 
Nel 1728 la Famiglia Barberini si estinse con Cornelia figlia di Urbano.
 
Alla fine del 1700 il Marchese genovese Francesco del Grillo ne divenne proprietario.
 
Nel 1814 ne divenne proprietario Luigi Boncompagni Ludovisi, Duca di Sora.
 
La storia di Monterotondo continua con Garibaldi e con la 2° guerra mondiale.
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ORIGINI DI MONTEROTONDO
secondo il prof. Bruno Marchetti
anzi: Mons. Bruno Marchetti
(mi ha corretto l'amico Alesiani Antonio, che subito ringrazio!)
Vi è un libro, pubblicato nel 1986 da Bruno Marchetti di Monterotondo, in cui l’autore ringrazia per la collaborazione l’Amministrazione Comunale.

Questo significa che l’allora Amministrazione Comunale di Monterotondo approvò la ricerca storica del prof. Marchetti.
Riporto alcuni passi del professore:
Nel primo egli cita lo storico Tito Livio, il quale afferma:
C’è chi invaghito da curiosità va oltre i confini della propria patria, alla ricerca di notizie nuove e sensazionali: ed è encomiabile. Ma nello stesso tempo non si accorge di ignorare quanto lo interessa più da vicino, perché non sa scoprire le più profonde radici che lo legano al suo passato: sicchè trovasi nella impossibilità di confrontare le proprie vicende alle altrui”.
(Detto tra noi, la rivalità tra Mentana e Monterotondo annebbia la vista a moltissime persone! Fortunatamente ogni tanto nasce un Bruno Marchetti che rimette tutto a posto con fondata documentazione, come premette nel libro il prof. Cosimo Semerario.)
Cosa dice dunque il Marchetti in parole povere? Dice che Monterotondo, così come lo conosciamo noi oggi, ha avuto le stesse origini di quasi tutti i paesi d’Italia nel periodo dell’incastellamento. Così fu per Mentana e Castechiodato, tanto per citarne due altri vicini a Monterotondo.
Solo che il Marchetti parla anche del periodo romano e subito post-romano. Egli spiega che il territorio attuale di Monterotondo in quel tempo apparteneva a Mentana, ovvero a Nomentum. Per voler essere più chiari, nell’800, quando Carlo Magno si incontrò con il Papa a Mentana, Monterotondo ancora non esisteva ed il Marchetti lo prova con dei documenti risalenti a due secoli dopo questo incontro.
Infatti egli dice testualmente:
Monterotondo, nel suo nascere, segue l’iter caratteristico e comune a tutti i paesi medioevali italiani passando da una fase preparatoria, la fase pre-castrale, ad una definitva detta dell’incastellamento.”
Ed ecco i due documenti trovati dal Marchetti, che chiariscono la fase pre-castrale di Monterotondo, in cui Monterotondo non esisteva, e l’appartenenza del territorio a quello di Mentana che invece già esisteva, erede di Nomentum. L’incontro di Carlo Magno con il Papa a Mentana nell’800 è un documento storico incontestabile!
Della fase pre-castrale sono testimonianza due documenti – così continua il Marchetti – che citiamo. Nel primo si tratta di una donazione, elargita da un certo Gregorio all’Abate di Farfa, Guido, in data 20 maggio 1012, di due casali (positos foris pontem salarium milia plus minus XV in fundo qui vocatur campum rotundum
L’altro (documento, posteriore di altri 70 anni al precedente) facente parte de LE CARTE DEL MONASTERO DI SAN PAOLO è l’atto con cui (Papa) Gregorio VII, in data marzo 1081, prende sotto la sua protezione il suddetto monastero confermandogli i beni e privilegi goduti precedentemente. Tra le numerose donazioni si cita: poium vero de Nomentana, cum omnibus suis ecclesiis atque pertinentiis ad CAMPUM ROTUNDUM cum ecclesi Sanctae Reparatae atquae silvam que vocatur de Sancta Reparata.
In ambedue i documenti è da notare che non è ancora comparso il nome MONS ROTUNDUS, bensì si parla soltanto di CAMPUM, … di ristretti nuclei familiari, che vivevano nelle loro aziende agricole, (dette) CASALIA (ovvero: Casali).”
Ma la parte più chiara e decisiva è, nel secondo documento: la donazione ai Monaci di San Paolo di MENTANA CUM OMNIBUS SUIIS PERTINENTIIS AD CAMPUM ROTUNDUM.
Ovvero il Papa Gregorio VII dona Mentana ai Monaci di San Paolo compresi i suoi territori di CAMPUM ROTUNDUM. Nome quindi che i Mentanesi dell’epoca avevano dato a questo territorio.
Quindi, riepilogando, 281 anni dopo la venuta di Carlo Magno a Mentana, Monterotondo ancora non esisteva ed era una piccola località, chiamata CAMPO ROTONDO dai Mentanesi, quindi appartenente al territorio di Mentana e di Nomentum prima, i cui confini andavano praticamente da Colleverde alla Salaria, fino ai confini con Eretum (che si trova nel territorio di Montelibretti, in zona CNR).
Il Marchetti lo chiarisce definitivamente quando afferma:
Soltanto impropriamente, quindi, si può parlare dei Monaci di S. Paolo quali primi Signori di Monterotondo.”
Un bel rimprovero per chi, come dice il Marchetti, non sa scoprire le più profonde radici che lo legano al suo passato. (o non vuole?)
Poi si arriva all’incastellamento e qui, Monterotondo, Mentana e Castelchiodato (insieme a Palombara ed a tutti gli altri paesi) subiscono la necessità di difendersi dalle scorrerie dei pirati turchi (che poi tanto “turchi” non erano, visto che i più famosi pirati che particavano la pirateria, erano italiani, ma al servizio del Sultano di Costantinopoli.
E qui, per quanto riguarda Monterotondo abbiamo una lapide, che si trova nella vecchia Chiesa di Santa Maria Maddalena, con una data molto precisa: il 15 agosto del 1152.
Da questo momento in poi si può parlare dell’incastellamento dovuto a “Le genti maltrattate dai malandrini (che) risolsero di abitare insieme in un monte un poco più eminente degli altri.”  (quindi, NON discendenti degli abitanti di Eretum, come qualche studioso autodidatta vuole farci credere!)
Il casale si trasforma in castrum … (i cui abitanti) prendono coscienza di essersi costituiti in comunità stabile”.
Per più di un secolo, dal 1152 al 1286, mancano documenti certi. Non vi è alcun documento che spieghi come gli Orsini ne siano venuti in possesso.
Comunque, “In un atto del 29 maggio 1286 gli Orsini mostrano di avere il pieno possesso e la più ampia giurisdizione su Monterotondo … (o meglio sul) Castrum Muntis Rotundi”.
Comunque, sia Mentana che Monterotondo appartennero agli Orsini!
Tornando, quindi, alle origini di Monterotondo, alla nota n. 3 del suo libro, il prof. Bruno Marchetti è ancora più chiaro: “Alla luce di quanto esposto ritengo che non ci sia nessuna continuità storico-demografica tra Eretum e l’attuale centro urbano di Monterotondo.”
AMEN!
Più chiaro di così!
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Dimenticavo:
Le fonti collocano Eretum al XVIII miglio da Roma. Effettivamente nel 1910 fu rinvenuto il XVIII miliario posto da Nerva presso l'ansa del Tevere coincidendo con l'ubicazione di Eretum.





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