il Cardinale NON è morto ad Anzio
 
ERCOLE CONSALVI NON E' MORTO NELLA CITTA' DI ANZIO
Gli errori non finiscono qui.
Nell’Enciclopedia Cattolica vi è l’errore più eclatante, che continua a generare altri errori a catena, perché gli storici ed i giornalisti nostri contemporanei prendono l’Enciclopedia Cattolica come loro riferimento. Uno di questi errori a catena generati dell’errore originale dell’Enciclopedia Cattolica è l’edizione delle Garzantine, pubblicate recentemente dal Corriere della Sera, in cui si riporta lo stesso errore.
Lo stesso Padre Wichterich afferma che il Cardinale è morto ad Anzio.
Questo non è, come abbiamo già visto, assolutamente vero!
Lo stesso Cardinale ci fa un pro-memoria dei suoi spostamenti:
"A dì 6 ottob. 1823 andai per uno scarso mese a Montopoli per rimettere la mia rovinata salute, ma senza profitto. A dì 26 Xbre 1823 andai per la stessa ragione a respirar l'aria del mare a Porto d' Anzio e ne partii per Roma il dì 11 gennaio 1824."
Tredici (13) giorni dopo il Cardinale morì a Roma.
Leggiamo anche cosa scrive il Wichterich che, nonostante nel 1950 avesse avuto modo di leggere le memorie del Cardinale e quindi di evitare tale errore, tuttavia afferma:
Leone riconobbe ben presto che non poteva far a meno del consiglio di quel grande uomo e lo nominò Prefetto della Propaganda. Ma Consalvi, in seguito allo stato avanzato della malattia, non potè svolgere questo compito. Si ritirò a Porto d’Anzio, dove trascorse gli ultimi mesi della sua vita tra la pace della natura eternamente ridente.”
Eppure il Wichterich, nel paragrafo successivo, afferma che il Consalvi fu chiamato dal Papa: “Coraggiosamente Consalvi andò dal suo Sovrano. Era così debole che dovette essere portato fino alle stanze del Quirinale.” E, subito dopo, lo riporta in Anzio dove “Consalvi visse molto ritirato.”

     Padre Wichterich non tiene conto neanche di quanto fu scritto nel libro pubblicato in occasione del I Centenario dalla Morte del Cardinale, ovvero nel 1924, ovvero 26 anni prima, quando Padre Angelucci, a pag. 29, affermava che "Il Card. Ercole Consalvi morì il giorno 24 di detto mese ed anno (gennaio 1824) nel PALAZZO DELLA CONSULTA AL QUIRINALE”.
 
     Noi sappiamo, infatti, che l’incontro tra Papa Leone XII ed il Cardinale è avvenuto probabilmente il 22 di gennaio, lo stesso giorno che si ammalò irreversibilmente.
Oltre a quanto sopra, vi sono molti altri documenti ufficiali che dimostrano che il Cardinale sia morto a Roma.
Vi sono le dichiarazioni dei suoi amici, soprattutto della Duchessa di Devonshire, vi è il verbale della Polizia austriaca, ma soprattutto vi è il Notaio che ha letto il testamento del Cardinale, subito dopo la sua morte, “alla presenza del cadavere”e, per finire, vi è il giornale, il Diario di Roma del 28 gennaio, che riporta: “Ritornato in Roma fu sorpreso il giorno 22 del corrente mese dalla febbre accompagnata da sintomi peripneumonici allarmanti, i quali crebbero rapidamente in modo tale che lo hanno tolto dal mondo nel corto spazio di 48 ore, dopo aver sofferto incredibili angosce."
Anche il Silvagni dichiara che il Cardinale morì a Roma:
“Il Cardinale era a Porto d’Anzio (per cure); il Papa lo fece chiamare il 20 di gennaio, lo trattenne lungamente, ne udì i consigli, gli si mostrò deferente a parole, ma gli fece capire che l’epoca delle riforme era passata. Del colloquio il Consalvi dette conto alla Duchessa di Devonshire, che godeva la sua confidenza; tornato in casa, fu assalito da febbre ardente e ne morì di crepacuore il 24 gennaio 1824.
Ma, se non si vuole credere ai suoi amici, o al Silvagni, che scrive nel 1882, ed anche alla Polizia austriaca, penso che di fronte alle dichiarazioni del Notaio non vi possano essere altri dubbi:
L’anno millenovecentoventiquattro, il giorno ventiquattro gennaio. Io, Bartolomeo Giuseppe Olfredi, Notaio Pubblico di Collegio del Campidoglio, mi sono recato personalmente alle ore ventuna e mezza di quest’oggi nel Palazzo della Consulta del Quirinale e precisamente nell’appartamento che abitava l’Em. e R.mo Sig. Card. Ercole Consalvi qualificato superiormente,
il quale ivi ha cessato di vivere alle ore diecinove e mezza di questo medesimo giorno, come così mi viene asserito dal sullod. Mons. Buttaoni, che, avendomi fatto introdurre in compagnia degli infrascritti signori Testimoni nella camera del letto ove giaceva il cadavere del defunto Porporato.”
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ATTO NOTARILE DEL DECESSO
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Allego qui di seguito, di nuovo, su richiesta di ricercatori e storici, un pro-memoria della documentazione trovata presso l'Archivio di Stato di Roma.
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Si tratta di Atti notarili del Notaio Offredi (testamento, inventario, ecc.); della Causa Negroni contro l'Erede fiduciario (1824); di 4 lettere di lavoro del 1816 (molto interessanti, se si guarda all'orario di lavoro); delle ultime 8 lettere scritte da Porto d'Anzio, pochi mesi prima di morire.
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Notaio Offredi

I Conti Negroni contro l'Erede Fiduciario

Trascrizione dei detti documenti (sezione "Consalvi")

Altri documenti della Causa Negroni

Allegati della Causa Negroni

Discussione sulla Prelatura istituita dal nonno del Cardinale

Quattro lettere di lavoro del Cardinale

Ultime lettere del Cardinale pochi mesi prima di morire






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