[23 Ottobre 2011] Di ritorno da PADOVA

CONVEGNO SU GIOVANNI BRUNACCI A PADOVA ED A MONSELICE
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Locandina dell'Accademia Galileiana:

GIOVANNI BRUNACCI 

tra erudizione, 

storia e accademia, 

nel 3° centenario 

della nascita (1711-2011)

mercoledì 5 ottobre 2011

Nei giorni sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011 si terrà a la manifestazione "Monselice per la storia veneta". La manifestazione comprende il convegno "GIOVANNI BRUNACCI tra erudizione, storia e accademia, nel 3° centenario della nascita (1711-2011)" e la 28a edizione della dei premi Brunacci Monselice per la storia veneta. Il programma completo della manifestazione potrà essere visionato in formato PDF tramite il link posto nell’angolo in basso a sinistra in questa pagina.


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Oggi, domenica 23 ottobre 2011, si terranno in mattinata le premiazioni per il 28° anno consecutivo dei "Premi Brunacci", mentre nel pomeriggio si terrà la seconda parte del Convegno nel 3° centenario della nascita dello storico Abate Giovanni Brunacci.
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Ieri, sabato 22, si è tenuta la 1° parte a Padova nella storica Accademia Galileiana, di cui fu membro lo stesso Brunacci.
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Naturalmente ho voluto assistere al Convegno andando a Padova ed approfittando dell'iniziativa per vedere anche i luoghi più suggestivi e famosi della città.
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Fortunatamente, grazie al treno eurostar, si arriva a Padova in sole 3 ore circa. Partito da Termini alle 6,45, ho raggiunto puntualmente Padova alle ore 10,05.
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Avendo poco tempo a disposizione, perchè avevo prenotato la visita alla Cappella degli Scrovegni per le ore dodici, mi dirigo subito a piedi verso il Duomo, dove volevo trovare una tomba, oppure anche un semplice riferimento, di un certo Pietro Brunacci.
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Infatti avevo trovato in un libro del 1831 la seguente affermazione: 
"Questo Duomo contiene pochi oggetti di architettura, che sieno degni di osservazione distinta. Il monumento a Sperone Speroni, simile all'altro a sua figlia Giulia de Conti, più che per l'arte, è interessante pel nome del celebre uomo al quale fu eretto, e per la iscrizione italiana che si aveva egli stesso preparata. Ad ogni modo però non è dispregevole affatto. E pure da rimarcarsi nel suo genere quello al cardinale Zabarella. Ma più quello a Pietro Brunacci, attribuito a Giulio Lombardo, a destra nella cappella del SS., l'altare della quale è cosa del Massari." (da: "Memorie Architettoniche sui principali edifici della Città di Padova" di Pietro Chevalier, stampato a Padova nel 1831, pag. 112).
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Arrivato al Duomo, rimango sconcertato dalla semplicità della Chiesa e, soprattutto dal fatto che non vi è traccia di antichità. Le pareti della Chiesa sono bianchissime e vi sono poche cappelle e lapidi. Trovo però la lapide che ricorda lo Sperone Speroni, ma del monumento non vi è alcuna traccia. Cerco la lapide anche di Pietro Brunacci, ma non la trovo. Trovo, però, un monumento ad un certo Petro Baroccio e mi sono chiesto se l'autore del libor non si fosse sbagliato con i due cognomi. Credo che non lo sapremo mai, finchè non andrò in pensione, così che io abbia il tempo necessario per trovare negli archivi non solo documentazione sul detto Pietro Brunacci, ma ricostruire tutto l'albero genealogico dell'abate Giovanni Brunacci.
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Ma torniamo al "tour de force" di Padova!
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Dal Duomo torno precipitosamente alla Cappella degli Scrovegni, dove giungo appena in tempo per le 12,00 ovvero per l'orario che avevo prenotato per la visita.
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Debbo dire "bravissimi ed organizzatissimi". Ci fanno entrare in una sala dove ci accomodiamo e dove ci fanno una lezione multimediale su ciò che andremo a vedere.
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Poi passiamo finalmente nella Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto. Lì scopro una cosa che mi aveva occupato nei giorni scorsi: il "diavolo con le corna"!
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Se ricordate, nei giorni scorsi vi fu una notizia sui gironali sul Dalai Lama, il quale, rispondendo ironicamente al Governo cinese, che lo aveva accusato di essere "il diavolo", aveva appoggiato due dita alla fronte a mo' di corna. Sorpreso dal gesto, avevo scritto, anch'io ironicamente al giornalista, chiedendo informazioni sul gesto e sul "diavolo con le corna" globalizzato, visto che nella cultura buddista non vi è questa figura, tipica della nostra cultura. Il giornalista rispose che era d'accordo con me e che anche il Diavolo era stato globalizzato. Mi interessava, naturalmente scoprire "quando" il Diavolo è stato nella nostra cultura rappresentato con le corna. Ora so che dobbiamo cercare a prima del 1300, visto che già Giotto nella sua epoca lo aveva così rappresentato.
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Finita la visita della Cappella, ci hanno invitati a vedere anche il museo archeologico e la pinacoteca in una struttura adiacente alla Cappella. Grande è stata la mia sorpresa nel vedere quanto materiale archeologico e quanti quadri siano nel museo. Tanto è vero che ho dovuto interrompere la visita per andare a visitare altri monumenti che mi ero proposto di vedere. Vorrei aggiungere soltanto che la pinacoteca è di una ricchezza stoica incredibile. Vi fanno mostra tantissimi personaggi storici che noi tutti conosciamo, come Luigi XIII e XIV, e tantissimi altri. Mi ha colpito in particolare anche un quadretto con il vero volto del Boccaccio.
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Prima di andare al Convegno, mi reco alla Chiesa di Sant'Antonio, dove rimango sbalordito per la ricchezza delle cappelle, dove i monumenti non si possono descrivere. Bisogna vederli! Presumo che le ricche Famiglie venete abbiano fatto a gara nell'arricchire la Chiesa del Santo (così la chiamano a Padova!).
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Finalmente arrivo all'Accademia Galileiana dove viene tenuta la 1° sessione del Convegno su Giovanni Brunacci. Ripeto, oggi a Monselice, città di nascita di Giovanni Brunacci si svolge la seconda parte con i "Premi Brunacci".
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Il Convegno è molto interessante e mi colpisce per il fatto che, ogni volta che un Relatore finisce il suo intervento, si cerca un confronto con i presenti in sala, i quali intervengono prontamente sia con domande che con altri contributi.
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Mi sono informato sulla pubblicazione degli interventi e mi è stato promesso che quando ciò avverrà ne verrò informato, così che io possa mettere il tutto su questo sito.

 






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