CASTELCHIODATO - Cap. III
Cap. III
 
I vari passaggi di proprietà
di CASTELCHIODATO
 
Più tardi, ritirandosi i monaci a Grottaferrata, vendettero questo territorio al duca Strozzi riservando la decima parte del prezzo totale a favore del parroco di Castelchiodato. Così fece il duca Strozzi nella vendita che fece ai Savelli di Palombara. (Mons. M.Mortin)
Il Silvestrelli (Città e Castelli e Terme 1940) dice che: “Flaminio Savelli vendette Castelchiodato a Bernardino Caffarelli il 5/12/1554 e che questi lo vendette al Card. Giacomo Savelli il 19/4/1558”. Aggiunge infine che “i Savelli lo vendettero nel 1635 al Card. Bernardino Spada e che i Principi Spada nel 1658 lo vendettero al principe Francesco Borghese. (pag. 17, Castelchiodato di don Mario Mortin).
Grazie alle ricerche di Mons. Mario Mortin, possiamo ricostruire i vari passaggi di proprietà del Castelchiodato:
12.mo sec. Castelchiodato è di proprietà di Deodato di Cretone. Infatti, in un documento risulta che Iacopo Savelli, ovvero Papa Onorio IV (1285-1287), lasciò a suo fratello Pandolfo, senatore di Roma, le terre di Palombara, confinanti con i possedimenti dei castelli di Deodato, cioè di Cretone e di Castelchiodato.
13.mo secolo. I Savelli entrano in possesso del castello di Castelchiodato, infatti risulta che il figlio di Pandolfo Savelli, Jacopo, “aveva rafforzato i Castelli di Stazzano, Cretone e Castelchiodato”.
1445 – Giovanni Battista Savelli, nel suo testamento datato 11 ottobre, lasciò al figlio Jacopo il Castello di Palombara oltre ad altri 14 castelli, compresi Cretone e Castelchiodato.
1463 – Giacomo, figlio di Giovanni, in contrasto con la Chiesa, perdette parte dei suoi beni, compreso Castelchiodato che fu venduto per 6300 fiorini d’oro al notaio monsignor Giorgio Cesarini. Ma, mal gliene incolse perché “Un giorno il povero Monsignore s’incontrò per la strada nei pressi di Palombara in un manipolo di casa Savelli che lo minacciò tanto che dovette darsela a gambe galoppando fino a Castelchiodato dove si rinchiuse nel castello. I Savelli però corsero a Palombara a chiedere rinforzi e presero d’assalto il castello. Il Cesarini fu catturato e portato nel castello di Palombara e sbattuto in carcere. Qui fu tenuto fino a quando, stanco dei maltrattamenti cui era sottoposto, firmò una dichiarazione nella quale affermava di aver acquistato dai Savelli Castelchiodato per la somma di 1000 scudi d’oro, ma di non aver versato nelle loro mani nemmeno uno scuodo.”
1465 – Castelchiodato, con un Breve dell’11 maggio di Papa Paolo II, torna a Giacomo Savelli, insieme agli altri beni confiscati.
1509 – L’8 gennaio del 1509 Troilo Savelli divise il feudo col fratello Giacomo e nella spartizione dei castelli riservò per sé quelli di Castelchiodato, di Cantalupo, di Montasola, Poggio Moiano ed Aspra.
1593 – Un altro Troilo Savelli, il 18 aprile, fu decapitato all’età di 18 anni per ordine di Clemente VIII.
1598 – Clemente VIII restituì a Giovanni Savelli, con un Breve del 21 aprile, i beni confiscati.
1599 – Soltanto un anno dopo, la tenuta di Castelchiodato, è compresa in un inventario dei beni del Vescovo di Gubbio Mariano Savelli.
1656 – il 20 aprile i castelli di Cretone e di Castelchiodato furono venduti da Fabrizio e Giulio Savelli al principe Marcantonio Borghese per 100.000 scudi romani, seguendo le terre di Palombara che furono vendute già nel 1637 allo stesso Principe Borghese.
I Borghese erano originari di Siena e si stabilirono a Roma nella metà del 1500 con Marcantonio Borghese e sua moglie Camilla Orsini.
1798 - il 15 febbraio viene proclamata la Repubblica Romana. Cade il Governo Pontificio.
Nel verbale del Consiglio del 25 marzo 1798 si legge LIBERTA’ – RELIGIONE – EGUAGLIANZA.
La Municipalità sostituisce la Comunità.
I Consiglieri sono detti Cittadini.
I Priori diventano Consoli.
Il Principe Borghese è indicato come “ex-principe”.
1817 – Castelchiodato si annette alla Municipalità di Palombara.
Di questa annessione sappiamo soltanto ciò che è stato dichiarato nel 1894 nella domanda di annessione al Comune di Mentana:
1896 – Castelchiodato si divide da Palombara ed entra a far parte del Comune di Mentana.
 





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