Ancora qualcosa sul Concordato
 
Ancora qualcosa sul Concordato
Il Cretineau-Joly che pubblicò per primo ed in francese le memorie del cardinale fa delle affermazioni poliche molto interessanti: “Il Concordato, uscito dalle mani di Bonaparte e di Consalvi, fu per i rivoluzionari la rovina delle loro speranze.”
La spiegazione ci viene data dal Wichterich: “Lo scopo di ambedue gli uomini(Napoleone e Consalvi)era di dare il colpo mortale alla Rivoluzione, che continuava con i suoi effetti negativi, dopo aver esaurito da tempo i compiti positivi.
I loro motivi erano però diversi. L’uno, Consalvi, era l’umile esecutore di una grande missione religiosa a cui era disposto a sacrificare persona e posizione. L’altro, Bonaparte, vedeva nel ritorno della religione uno dei tanti mezzi, e tra i più efficaci, che gli permettevano di liquidare la Rivoluzione e gli spianavano la strada per nuovi trionfi personali.
Nessuno dei due vinse l’altro, perché vinsero ambedue. La Rivoluzione e lo scisma fatale furono debellati nonostante i posteriori attacchi al Consordato permessi da Bonaparte, quali ad esempio gli articoli organici.”
Sembra quasi che il Wichterich dia tutta la colpa sugli articoli organici a Talleyrand. Una tesi un po’ difficile da accettare.
Torniamo un attimo al 2005. Sul Corriere della Sera del 20 agosto, alla pag. 29, l’articolo di Giorgio Rumi ci spiega il “Laicismo alla francese”. “Un sistema nato nel 1801 con Napoleone” leggo nell’occhiello.
Come è strana la vita. C’è ancora qualcuno che conosce bene le vicissitudini del Concordato francese, con il quale “Napoleone afferma il primato dello Stato sulla Chiesa in varie materie”.
E’ quindi con grande soddisfazione che leggo il racconto di Giorgio Rumi (chissà se avrà mai letto le memorie del Cardinale!):
La vicenda, dice Rumi, risale al Concordato del 1801: Napoleone ottiene da Pio VII la cessazione del rapporto privilegiato tra sede cattolica e casa borbonica, con l’implicito riconoscimento del nuovo ordine sociopolitico nato dalla Rivoluzione.
Le diocesi coincideranno con i dipartimenti, sono accettati gli ordini «utili», cioè quelli dediti alla sanità e all’istruzione.
Ogni decisione pontificia dev’essere approvata dal governo francese; i vescovi non possono recarsi a Roma, né riunirsi tra loro senza autorizzazione; un unico catechismo sarà ammesso in Francia; e stabilita la precedenza del matrimonio civile su quello religioso …
Così suonano gli «Articoli Organici», sorta di allegato unilaterale imposto da Napoleone.”
Mi dispiace per il Wichterich!





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