2003 - VINCOLO su Villa Zeri in loc. Casali
Vincolo regionale sulla Villa Zeri a Casali di Mentana
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Ministero per i Beni e 
le Attività Culturali
SOPRINTENDENZA REGIONALE PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI DEL LAZIO
IL SOPRINTENDENTE REGIONALE
VISTO il Decreto Legislativo 20 ottobre 1998 n. 368;
VISTO il Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 costituente il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali;
VISTO il D.P.R. 29 dicembre 2000 n. 441 con il quale è stato emanato il Regolamento recante le norme di organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
VISTO il Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165;
VISTA la nota prot. n. 4690 del 9/5/02 con la quale la Regione Lazio ha proposto l’emanazione di provvedimenti di tutela vincolistica ai sensi del Titolo I Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 dell’immobile appresso descritto;
CONSTATATO che l’istruttoria storica ha rilevato l’importanza del compendio immobiliare e delle sue pertinenze, come meglio specificato nell’allegata relazione;
VISTO il parere dell’Avvocatura di Stato del 17 febbraio 2003 n. 016588;
RITENUTO che l’immobile denominato “Villa Zeri” di Casali di Mentana, sito in Provincia di Roma, Comune di Mentana, Via Trentani 38, distinto al N.C.T. al foglio n. 17, partt. 595 (ex 18 a, al C.F. part. 324), n. 18 (ex 18g), 599 (ex 48) e 47, come dalla unita planimetria catastale, presenta interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 2 (comma 1 lettera b) del citato Decreto Legislativo, per i motivi contenuti nella relazione storica allegata;
DECRETA
ai sensi dell’art. 2 (comma lettera b) del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, l’immobile denominato “Villa Zeri” di Casali di Mentana, meglio individuato nelle premesse e descritto nell’allegata planimetria catastale e relazione storica, è dichiarato di interesse particolarmente importante e viene, quindi, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo 490/1999.
La planimetria catastale e la relazione storica fanno parte integrante del presente decreto che sarà notificato, in via amministrativa, ai destinatari individuati nelle relate di notifica o al Comune di Mentana.
A cura del competente Istituto il provvedimento verrà, quindi, trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari ed avrà efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore.
Avverso il presente decreto è ammessa proposizione di ricorso giurisdizionale avanti il T.A.R. competente per territorio o, a scelta del’interessato, avanti il T.A.R. del Lazio, secondo le modalità di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1034, ovvero è ammesso ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di avvenuta notificazione del presente atto.
24 luglio 2003
IL SOPRINTENDENTE REGIONALE
(Ruggero Marines)
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Relazione storica su Federico Zeri 
e sulla sua Villa a Casali di Mentana
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Ministero per i Beni e 
le Attività Culturali
RELAZIONE STORICA
L’interesse del compendio denominato Villa Zeri a Mentana
Federico Zeri (1928-1998), uno dei maggiori storici dell’arte del Novecento, fu allievo di Pietro Toesca a Roma. Gli esordi, a partire dal 1948, sono nell’Amministrazione pubblica delle Belle Arti, abbandonata però agli inizi degli anni Cinquanta.
Visiting professor alla Harvard University di Cambridge (Mass.) e alla Columbia University di New York, autore di volumi fondamentali sulla pittura del Rinascimento (Pittura e controriforma, 1957; Due dipinti: la filologia e un nome, 1961; Diari di lavoro, 1971 e 1976) e di centinaia di saggi apparsi sulle maggiori riviste di storia dell’arte italiane e straniere, ha curato cataloghi esemplari di musei e collezioni: Gallerie Spada e Pallavicini a Roma, Metropolitan Museum di New York, Walters Art Gallery di Baltimora.
Accademico di Francia, è stato insignito della laurea honoris causa dall’Università di Bologna e della Lègion d’honneur.
Zeri è stato punto di riferimento per generazioni di studiosi, in virtù anche della leggendaria ricchezza degli archivi storico-artistici (libri, cataloghi, fotografie), che aveva nella sua casa di Mentana nel corso di una carriera di oltre cinquant’anni. Le trattative avviate con l’Università di Bologna per l’istituzione di una fondazione che assicurasse un futuro alle ricerche di Zeri, salvaguardando dalla dispersione i suoi ingenti archivi, la biblioteca, sfociano nel lascito testamentario all’ateneo bolognese di gran parte del patrimonio.
Con il testamento datato 29 settembre 1998 Federico Zeri ha lasciato infatti all’Università di Bologna la Villa di Mentana, il parco di 10 ettari, tre case coloniche, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d’arte e la fototeca, destinando tra l’altro al nipote Eugenio Malgeri la biblioteca di “varia”.
La biblioteca è composta da oltre 50.000 volumi, di cui si aggiungono 40.000 cataloghi d’asta. Particolarmente ricca è la sezione relativa alla pittura dal Medio Evo al Settecento (composta di monografie, cataloghi, estratti), ma non mancano sezioni rilevanti dedicate all’archeologia, all’arte straniera, alle arti applicate, alla scultura, alla miniatura, al disegno, all’architettura e all’arte contemporanea (quest’ultima particolarmente importante poiché include il fondo librario di Franco Russoli, già Soprintendente della Pinacoteca di Brera). Un nucleo di interesse particolare è quello dei cataloghi d’asta: comprende molti rari cataloghi italiani e stranieri del XIX secolo e dei perimi anni del Novecento. La sua consistenza può competere con quella delle maggiori biblioteche specializzate italiane e straniere (uno dei fondi più importanti conosciuti, quello della Biblioteca Berenson , consta circa 16.000 titoli).
Indissolubilmente collegata alla fototeca, la biblioteca ne costituisce il naturale prolungamento tanto più prezioso in quanto molti dei volumi contengono chiose, dediche, lettere dello studioso e dei suoi corrispondenti.
La fototeca di Federico Zeri rappresenta uno degli archivi più importanti del mondo per il settore storico-artistico; consta di circa 300.000 fotografie originali di opere d’arte per la maggior parte in bianco e nero, ordinate in oltre un migliaio di contenitori. L’archivio fotografico era per Zeri uno strumento di lavoro insostituibile per l’analisi filologica delle opere, l’accertamento delle opere e del contesto originario di appartenenza.
La Villa, che fa parte del suo lascito, fu costruita dall’Arch. Busiri Vici su indicazioni di Zeri e costituisce un interessante esempio di costruzione “ambientata”, voluta per armonizzarsi con il paesaggio agreste circostante, di indubbio valore. Sotto tale profilo anch’essa, pur non essendo un “unicum”, rappresenta una soluzione particolarmente felice e di grande valore documentario, anche perché testimonia l’impegno del grande studioso e del noto architetto nel formulare una soluzione particolarmente elegante per l’inserimento del manufatto nel paesaggio.
Murata “all’esterno dell’edificio e lungo la discesa alla parte inferire del giardino, nonché all’esterno dell’abitazione del custode … assieme ad altri frammenti antichi” (dal testamento di Federico Zeri) è la grande raccolta di epigrafi romane, anch’essa facente parte del legato all’Università di Bologna (v. bibliografia).
Tenendo fede ad un lascito di questa importanza, l’Università di Bologna ha costituito la Fondazione Federico Zeri sulla base dello Statuto presentato dal Rettore Fabio Roversi Monaco e approvato dal Ministero per i Beni Culturali il 12 settembre 2000.
All’atto della redazione della presente realzione, la fototeca, attualmente ospitata a Villa Guastavillani, di proprietà dell’Ateneo di Bologna, è in corso di digitalizzazione.
Bibliografia di riferimento
AA.VV., Venti modi di essere Zeri, Torino 2001.
G. Barbieri (a cura di), Il Lapidario Zeri di Mentana, Roma 1982.
M.G. Granino Cecere, Nuove acquisizioni del Lapidario Zeri di Mentana, Roma 1988.
      Redatta da
Dr. Irene Berlingò
 
 


 





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