1824, inventario ed autopsia
 
1824
Inventario ed autopsia
Subito dopo la morte fu letto il testamento, riportato più avanti, e fu fatto anche l’inventario dei beni che si trovavano nell’appartamento e nelle stalle della Consulta. Nel faldone n. XXXIII dell’Archivio di Propaganda Fide vi è un quaderno di uno spessore di circa 2 cm, composto di 228 pagine, in cui è stato trascritto a mano il lungo inventario. Esso inizia con “Quattro cavalli nelle stalle della Consulta, ecc. ecc.”
Tale inventario è stato compilato dal perito Giovanni Marangoni alla presenza del Notaio. (Ma … “Giovanni Marangoni” non era una delle firme cifrate del Cardinale nel periodo pre-Conclave di Venezia?).
A 24 ore di distanza fu fatta anche l’autopsia, riportata integralmente anche sul Diario di Roma del 28 gennaio.
Aperto il cadavere del Cardinale Consalvi 24 ore dopo la sua morte si trovò:
1)           il polmone destro in tutta la sua estensione aderente, incollato, ed immedesimato in maniera con le coste, il diaframma ed il dorso, che per quanta forza si facesse con le dita, adoperando anche il coltello anatomico non fu possibile separarlo che in parte da luoghi anzitetti, restandone de’ grossi pezzi attaccati, segnatamente al diaframma.
2)           Nella cavità del pericardio si ravvisò un estravaso sanguigno, ossia gran copia di linfa sanguinolenta di un colore molto carico.
3)           Si rimarcò l’arteria pulmonica in vicinanza del cuore enormemente afrancata e dilatata, con le sue tonache talmente assottigliate, che manifestamente si conobbe, che dalle medesime era trasudato del sangue, ed erano ancora vicinissime a rompersi, cosicché vi fu osservata l’ecchimosi.
4)           Il cuore comparve il doppio del naturale, ed i suoi vasi coronarii erano turgidi di sangue.
5)           Immacolati si rinvennero i visceri del basso ventre, e senza raduno di feccie.
6)           Il cervello non presentò la più piccola alterazione.
7)            Finalmente, prima d’incominciare la sezione, si trovò degna di osservazione la morbosa conformazione della cartillagine ensforme totalmente ossificata, e prominente esternazione in un modo straordinario.”
L’autopsia (A35) viene qui iportata per un motivo ben preciso, che si potrà capire quando si leggerà il verbale della polizia austriaca, di cui ora è citata solo una piccola parte e che più avanti verrà riportato integralmente.
La rapidità della malattia, per la quale ebbe fine la vita del porporato Consalvi, potrebbe ragionevolmente dar luogo a qualche sospetto. E, tanto più fondato sembra il sospetto se si voglia riflettere che nei giorni precedenti lo sviluppo di tale infermità, il defunto cardinale godeva di una latitudine di salute che da gran tempo non gli era concessa.





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