1815, Napoleone fugge dall'isola d'Elba
 
1 marzo 1815
Napoleone fugge dall’Elba
Napoleone fugge dall’Isola d’Elba dove era relegato, sbarca il 1 marzo del 1815 in Francia ed entra trionfante a Parigi proprio grazie all’esercito che il Re gli aveva mandato contro.
Luigi XVIII si mette in salvo e Pio VII il 22 seguente fa altrettanto rifugiandosi a Genova, ospite dei Sovrani Sabaudi, e mettendosi sotto la protezione della flotta inglese.
Il Cardinale Fesch, zio di Napoleone, preso da nuovo entusiasmo, parte anch’egli da Roma dove era stato accolto da Pio VII e raggiunge di nuovo il nipote Imperatore.
Il Cardinale, pur approvando la messa in salvo del Papa, scrive al suo sostituto, il Cardinal Pacca, “di tener calmi e sereni gli animi, e di non prendere altre gravi misure senza suo previo consenso, poiché la nuova tempesta sarebbe stata passeggera e di breve durata, né avrebbe portato serie conseguenze.”
Scrive proprio così: “senza suo previo consenso”!
Il Cardinale non è più quello del 1800. Questi ultimi 15 terribili anni lo hanno temprato.
Se osserviamo la data della fine del Congresso di Vienna e la data della definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo, notiamo che il Congresso è finito ancor prima della battaglia di Waterloo.
Napoleone viene sconfitto a Waterloo il 18 giugno del 1815, mentre il Cardinale ci dice che “A dì 13 o 14 giugno 1815, finito il Congresso, partii da Vienna”.
Quindi il Congresso era terminato prima della partenza del Cardinale da Vienna, avvenuta 4 giorni prima della decisiva, per Napoleone, battaglia di Waterloo.
Le date ufficiali del Congresso di Vienna sono”dal 22 settembre 1814 al 10 giugno 1815”, quindi addirittura ben 6 giorni prima della definitiva sconfitta di Napoleone!
Al Congresso erano tutti tranquilli, persino la moglie di Napoleone arrivò lì per ottenere “qualcosa” dal padre, come poi difatti l’ottenne!
A Maria Luisa, che, come abbiamo visto, conservò tutte le lettere inviategli dal marito, Napoleone scrisse più volte di raggiungerlo all’Elba, cosa che lei non fece.
L’ultima lettera di Maria Luisa è datata il 10 agosto del 1814, poi più nulla! Napoleone continua a scriverle, ma non riceverà più risposta.
Tornato in Francia, il 12 marzo 1815, Napoleone le ordina di tornare in Francia.
Chiamato dal popolo francese, io mi sono arreso ai suoi voti. Dovunque sono stato ricevuto da immense acclamazioni. Sarò tra qualche giorno a Parigi. Ti attendo là con mio figlio alla fine del mese.”
Il 7 aprile il Barone Méneval aveva risposto segretamente all’Imperatore che “Sua Maestà (Maria Luisa) mi disse di aver preso una risoluzione irrevocabile, quella di non riunirsi più all’Imperatore.”
Méneval aveva avuto carta bianca da Napoleone di rapire l’Imperatrice travestita da uomo.
L’11 di aprile, Maria Luisa, in una lettera inviata ad una sua amica, si preoccupa solo del Generale Neipperg: “Da 18 giorni il generale Neipperg non mi ha dato segno di vita.” Nessuna parola su Napoleone.
Certo che il Metternich aveva giocato bene le sue carte ed ora ne raccoglieva i frutti. Napoleone era talmente innamorato di Maria Luisa da dimenticare, purtroppo per lui, anche la prudenza. Fu proprio grazie all’intercettazione di una sua lettera alla moglie che Napoleone fece conoscere involontariamente agli Alleati le sue intenzioni tattiche, i quali, presi subito i necessari provvedimenti, lo batterono alle porte di Parigi.
Far innamorare il proprio marito, quarantenne, sembra che sia stato abbastanza facile per la diciottenne Maria Luisa. Basta leggere le 318 lettere che Napoleone le scrisse ogni giorno durante le sue “campagne di guerra”.
Così facile che viene quasi il dubbio che la stessa Maria Luisa fosse fin da principio d’accordo con il Metternich e con suo padre.
Certa del finale già scritto, Maria Luisa respinge la proposta del marito, portatale dal Méneval, il quale è costretto a lasciare Vienna.
Il 12 maggio gli Alleati dichiarano di nuovo guerra alla Francia e … sappiamo tutti come andò a finire il 15 luglio!
Dopo di che Maria Luisa, come abbiamo già detto, diventa madre altre due volte grazie ad Adamo Alberto de Neipperg “dalla benda nera”.
Certo, c’era l’altro figlio, il Re di Roma, ma anche quest’ultimo legame con Napoleone termina a Vienna, pochi anni dopo, a soli 22 anni.
Morendo il Neipperg, il Metternich provvede ancora al suo successore, facendo sposare a Maria Luisa un altro pretendente.





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