1815, Abdicazione ed esilio a Sant'Elena
 
22 giugno 1815
Abdicazione ed esilio a Sant’Elena
Ormai la parabola di Napoleone è scesa al minimo.
Il Fouché racconta con dovizia di particolari gli ultimi giorni di Napoleone, che si concludono con un atto formale di abdicazione.
L’archivio personale del Cardinale è una fonte inesauribile di documenti, come la stessa dichiarazione di abdicazione di Napoleone, pubblicata sul giornale di Roma.
Dal Diario di Roma numero 50
Parigi 22 giugno 1815
Francesi!
Ricominciando la guerra per sostenere l'indipendenza nazionale, Io contava sulla riunione di tutti gli sforzi, di tutte le volontà, e sul concorso di tutte le autorità nazionali. Io aveva fondamento per isperare un buon successo, e quindi aveva affrontate tutte le dichiarazioni delle potenze contro di me.
Le circostanze mi sembrano cangiate: Io offro me stesso in sacrificio dell'odio de' nemici della Francia. Possano essi essere sinceri nelle loro dichiarazioni, e non aver realmente voluto aver di mira, che la mia persona.
La mia vita politica è finita ed io proclamo mio figlio sotto il nome di Napoleone II Imperatore de' Francesi.
I Ministri attuali formeranno provvisoriamente il Consiglio di Governo.
L'interessamento che Io ho per mio figlio m'impegna ad invitare la camera a organizzare senza ritardo la reggenza, mediante una legge.
Unitevi tutti per la pubblica salvezza, e per rimanere una Nazione indipendente.
Firmato: Napoleone
L’Abdicazione rimase carta straccia.
Le forze vincitrici entrarono a Parigi e rimisero sul trono Luigi XVIII.
Napoleone si rifugiò nella casa dove aveva abitato con la moglie Josephine, morta da poco.
Il 15 luglio finalmente Napoleone si arrende e viene preso a bordo della nave inglese Bellerofonte.
Il 16 ottobre viene trasferito a Sant’Elena, una piccola isola nell’Oceano Atlantico.
Le Nazioni vincitrici avevano ottenuto quello che volevano e la Francia, grazie al “principio legittimista” fatto passare da Talleyrand (sappiamo come!), grazie al quale si riproponevano gli stessi confini esistenti anteriormente alla Rivoluzione francese (1790), non aveva perso niente, se non quei territori conquistati da Napoleone.





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