1800, viene eletto Cardinale Diacono e Segretario di Stato
 
11 agosto 1800
Viene eletto Cardinale Diacono e Segretario di Stato
 “Alli 11 agosto 1800 fui fatto Cardinale Diacono del Titolo di S. Agata dei Goti,dopo circa 16 anni di Prelatura e nello stesso giorno fui pure fatto Segretario di Stato.”
Finalmente! Da questo momento in poi potremo chiamare “Cardinale” a tutti gli effetti il nostro Mons. Ercole Consalvi-Brunacci. Segretario di Stato a soli 43 anni! Anche se, ad onor di verità, a quel tempo 43 anni non erano pochi!
Qui subentra, però, un mistero. Egli rifiuta il “Cardinalato sacerdotale”, accettando di essere nominato soltanto come “Cardinale Diacono”! Nelle sue memorie non ne dà alcuna spiegazione.
Io me ne andai alla mia casa, perché non volevo alloggiare in Palazzo, contandomi sempre come un Pro, il quale dovevo quanto prima lasciare il posto al Cardinale che sarebbe stato nominato Segretario di Stato, epoca che io affrettavo coi miei voti. La quotidiana udienza del Papa e le straordinarie chiamate del medesimo per le occorrenze continuamente nascenti e le udienze quotidiane che da me dovevano darsi a Ministri subalterni e ad ogni genere di persone fecero conoscere la necessità che io alloggiassi nel Palazzo, dove dopo 6 o 7 giorni dovetti, per ordine del Papa, trasferirmi, conservando però sempre la mia abitazione, a cui sospiravo di ritornare il più presto che si potesse.
Si passò così lo spazio di poco meno di 40 giorni, dalla epoca cioè dell'ingresso del Papa in Roma, che fu ai 3 di luglio, fino alli 11 di agosto. Circa 15 giorni prima di questo giorno, inaspettatamente, il Papa alla fine della solita quotidiana udienza mi disse “che non era possibile di più prolungare l'esercizio della carica di Segretario di Stato nella persona di un prelato, la di cui qualità la rendeva inferiore ai Cardinali, nel tempo stesso che, per effetto dell'impiego che esercitava, doveva spesso dare ad essi degli ordini.”
«Quindi, soggiunse, essendo Noi nella più ferma determinazione di voler Lei per Segretario di Stato, la avvisiamo di prepararsi per il Cardinalato, a cui la inalzeremo nel primo nostro Concistoro che terremo alli 11 di agosto prossimo».
Si ripete la stessa scena già vista precedentemente a Venezia.
Fui colpito come dal fulmine; me gli gittai ai piedi e, nel ringraziarlo di tanta clemenza, lo scongiurai di pensare ad altri, rinovandogli le stesse espressioni e le stesse ragioni, che, quando mi fece Pro-Segretario di Stato, gli umiliai con tanta insistenza in Venezia. Tutto fu inutile: mi comandò di ubbidirlo, dandomi insieme le dimostrazioni di affetto le più clementi, che dir si possa. Mi comandò insieme di avvisare per il Cardinalato il suo Maestro di Camera Mons. Caracciolo, che volle darmi per compagno.
Convenne ubbidire e alli 11 di agosto insieme con il prelato anzidetto fui promosso alla Porpora con un elogio non meritato, fattomi per sola sua bontà dal Papa in quel Concistoro.
Il Papa voleva farmi Cardinale dell'ordine dei Preti, ma io desiderai di essere di quello dei Diaconi. Egli mi fece riflettere che così perdevo la qualità di prima Creatura, che mi avrebbe dato sopra Mons. Caracciolo (che aveva desiderato di essere dell'ordine dei Preti) la maggioranza del mio grado di prelatura sopra il suo. Ma io risposi che non ambivo punto le preminenze annesse alla qualità di prima Creatura e così fui messo nell'ordine dei Diaconi. Io fui fatto Segretario di Stato in quella mattina medesima.”
Certo, noi non conosciamo il motivo per cui non volle essere consacrato sacerdote, ma il fatto stesso che abbia preso questa decisione, dimostra che ai suoi occhi quel motivo, che ripeto noi non conosciamo, essa fosse di una importanza tale da essere giustificata.
Questo dimostra che, pur essendo egli un uomo del suo tempo, dove la moralità si misurava con altri parametri rispetto a quelli di oggi, pure egli, per qualche motivo solo a lui conosciuto, riteneva di non esserne degno.
Qualunque sia il motivo del rifiuto, penso che sia da ammirarne il gesto.





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