1787, Claudia scrive al fratello Girolamo
 
1787
FILIPPO CARANDINI viene nominato CARDINALE
e CLAUDIA scrive al fratello GIROLAMO3
Nello stesso anno lo zio Filippo viene nominato Cardinale e al riguardo abbiamo nell’Archivio Carandini di Modena una lettera (1), l’unica fin qui trovata, di Claudia, sorella di Filippo e madre del Cardinale, la quale scrive di persona al fratello Girolamo residente a Modena congratulandosi con il fratello dell’avvenuta promozione.
Presumo che si tratti di una lettera allegata ad un’altra dello stesso fratello Filippo, che però non ho trovata, con la quale Filippo comunica o racconta al fratello dell’avvenuta sua nomina a Cardinale.
Nella lettera di Claudia non è citato il mese di spedizione, essendo essa datata semplicemente: “Roma 31 del 1787. Sicuramente di tratta di gennaio, essendosi svolta la cerimonia cardinalizia il 29, appunto di gennaio. Il 31 dello stesso mese sono partite per Modena le due lettere, di cui una, quella di Claudia, è in mio possesso.
Grazie a questa lettera “sentiamo” parlare per la prima ed unica volta Claudia Carandini, la madre di Ercole Consalvi.
Servirà la presente per dirvi, che grazie al Signore, sono arrivata felicemente (quindi era appena ritornata da un viaggio), e che sto bene; bene sta il nostro fratello ma così imbarazzato che non so come abbia più testa.
Desidero sapere se alla Marchesa è andato bene l’abito, e se Le è piaciuto.
Farò pure la cioccolata (2) per voi, e la manderò per vetturale assieme con l’altra robba per la cognata.
Caro mio fratello mi rallegro con voi ancora della Promozione del nostro Carandini (la chiama semplicemente “Promozione”!). Tutta Roma esulta e per giustizia al suo merito; vi assicuro che Roma ne parla in modo che fu consolazione.
Mille saluti alla signora Cognata, un abbraccio a Lodovichino.
Addio amato fratello, v’abbraccio di tutto cuore.”
(1) vorrei spiegare ai lettori che una ricerca, per essere dichiarata scientificamente tale, dovrebbe avere delle “note” dove vengono riportati i riferimenti dei testi citati, cioè la pagina esatta, ecc. ecc. Il fatto che il sottoscritto riporti passi delle “Memorie” del Cardinale (e di altri ricercatori che mi hanno preceduto) non ha alcuna valenza scientifica se non si rispetta tale regola. Ciò vale anche per tutte quelle scoperte fatte dal sottoscritto, suffragate da documenti cartacei, come ad esempio la scoperta del certificato di battesimo del padre del Cardinale o di questa lettera della madre Claudia al fratello Girolamo. Per cui la mia ricerca non ha alcuna valenza scientifica, a meno che il sottoscritto non decida un giorno di fare quelle benedette note! (Non avrò mica anch'io fatto un "inciso" alla Consalvi?)
(2) certo che la cioccolata, allora, doveva valere proprio molto, se Claudia la manda da Roma a Modena e se il Cardinale, come vedremo, riterrà opportuno “lasciarla in eredità” nel suo Testamento, come vedremo. Facendo velocemente una ricerca su internet, troviamo che: “Le origini della cioccolata sono legate alla storia dei Maya. Più di 1300 anni fa, i Maya, infatti colonizzarono lo Yucatan e la parte più settentrionale del Centro America. In quel periodo nacquero le prime piantagioni di cacao e i suoi semi diventarono moneta di scambio all’interno dell’impero. L’usanza di servirsi dei semi come denaro fu continuata dagli Aztechi dopo la conquista e il disfacimento dell’impero Maya. In Europa il cacao arrivò grazie a Cortéz che nella sua folle corsa alla conquista e alla distruzione delle altrui culture, sequestrò tutte le piantagioni di cacao dalla regione, per accaparrarsi quella che era ufficialmente la valuta delle popolazioni indigene, il seme della pianta. Nel 1615 la principessa Anna di Spagna impone alla corte del marito, Luigi XIII di Francia, l’uso di bere cioccolata e mezzo secolo più tardi la bevanda sbarca oltralpe, nello Stato Pontificio. Pio V nonostante la trovi nauseante, non ne vieta l’uso.”
 





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